So di appartenere a una famiglia speciale. Una famiglia fuori dal comune. Iniziamo dal numero: sono il terzo di dieci fratelli, sei maschi, quattro femmine.
Roberto è il primogenito, oggi un riferimento per tutti noi altri fratelli, ma da ragazzo, forse è stato il fratello col quale ho avuto meno a che fare. E’ il primo che è uscito di casa, si è sposato con Michèle e si è costruito una bella famiglia.
Elvia è la seconda, si è sempre fatta in quattro per aiutare mamma in casa. Di lei ho solo bei ricordi. Si è sposata con Marco, col quale ha fatto ben cinue bambini. Complimenti !!!
Il terzo sono io, avrò tempo di parlare di me …
Stefania è la quarta, una ragazza estremamente solare, molto di compagnia. Dopo il Diploma Magistrale supera il Concorso e diventa maestra d’asilo. Si sposa con Andrea, un ragazzo romano, avrà due figli.
Fabio è il fratello col quale ho avuto più a che fare da ragazzino. E’ una persona molto capace, sa fare di tutto e ha dimostrato di sapersela cavare anche nei momenti più difficili. Anche lui si è sposato e ha avuto un figlio e una figlia.
Marco è un burlone, sempre pronto a far cagnara. Dopo le prime esperienze lavorative, trova posto in Svizzera. Lavora molto ma non perde occasione per sfruttare il suo poco tempo libero. Ha sposato Barbara con la quale ha avuto due gemelli.
Carla, l’ultima dei primi sette, o meglio la più piccola dei grandi. Per sette anni è stata la sorellina più piccola. Si è sposata con Marco e con lui, causa lavoro, vaga per l’Italia e l’Europa. Hanno tre figli, due femmine e un maschio.
Siamo quasi alla fine. Nel ’79, dopo ben sette anni dalla nascita di Carla, arrivano i due gemelli: Mauro e Daniele. Due bravi ragazzi, che ci hanno riempito la vita. Li abbiamo visti crescere. Hanno frequentato insieme il Liceo Scientifico, si sono sposati con due amiche, Elena e Diana. Mauro ha tre figli, Daniele due, fanno lo stesso lavoro. Due veri gemelli. Complimenti !!!
La più piccolina di questa numerosa famiglia è Valentina. La più coccolata. Anche lei si diploma al Magistrale (oggi Scienze Umane), prende la laurea, si sposa con Ivan e fa due bei bambini, una femmina e un maschietto.
Ed ora un commento lo meritano ovviamente i miei genitori.
Papà Giorgio, passa i primi cinque anni di vita ad Ascoli Piceno, quindi si trasferisce a Benevento con la famiglia. Durante gli anni della Ragioneria incontra mamma e con lei passerà l’intera vita. Una vita piena di sacrifici, ma vissuta con grinta e spavalderia. Protagonista nel lavoro e nel tempo libero. Col suo carattere forte ed impulsivo si diletta tra Provveditorato agli Studi di Como e in Politica, dove per anni è un rappresentante di spicco della Democrazia Cristiana. Per me ha sempre rappresentato una montagna insormontabile, una sicurezza. Ho ancora un ricordo di quando frequentavo le elementari, mi portò con lui ad un colloquio con la maestra. Certo un po’ intimorito, ma fiero e sicuro quando camminavo mano nella mano con lui nel corridoio della scuola. Conosciuto e ben voluto da tutti, si è sempre occupato di noi. Certo, quando son cresciuto mi sono reso conto che con quel suo modo di fare molto deciso, nascondeva dentro di se non poche fragilità. Me lo fece notare zio Tonino un giorno, quando presomi in disparte, mi confessó come mio padre fosse diverso, quando era in presenza dei propri figli e quando invece fosse solo. Penso che zio avesse ragione. Questo l’ho notato poi, negli anni a venire. Di papà ricordo con passione le vacanze estive. Delle vere avventure che solo una persona estremamente capace ed incosciente poteva affrontare. Partire con dieci figli su un vecchio furgone, una roulotte regalata dal fratello Manlio, soldi contatissimi. Nonostante tutto, ci ha sempre fatto trascorrere delle lunghissime e bellissime vacanze estive. Ora il mio papà sta tirando i remi in barca, un vero peccato, un immenso dispiacere.
Ed eccomi ora a parlare di mamma. La Sig.ra Ismene, la moglie del Rag. Ciullo del Provveditorato agli Studi di Como. Non penso esista qualcuno che non le voglia bene. Quando frequentavo le scuole medie a Prestino, lei era la Segretaria. Questo vuole dire che, dopo il Preside, era lei il riferimento della scuola. L’ora del caffè era il ritrovo, a turno, dei bidelli (allora si chiamavano ancora così !!!) e della segreteria. Un gruppo omogeneo, che mamma , la Segretaria, sapeva sapientemente mantenere in relativa amicizia (perché lo sapete, vero, che la fama dei bidelli, avendo molto tempo a disposizione, è quella di litigare ogni tre per due). In quel momento, dove spesso mi aggiungevo, scolaretto in erba, si era tutti felici e disponibili. Ricordo con piacere il Sig. Onesti, la Sig.ra Chirico, ed in segreteria Maria, tuttora cara amica di mamma e mia. La Segretaria però era anche una mamma infaticabile e intraprendente. Diceva che lei a scuola si riposava, perché solo li poteva stare un po’ tranquilla e “seduta”. Si, perché, ora che ci penso, mamma non era mai seduta, a casa. Come tornava dal lavoro, alle 14:15 , preparava subito il pranzo per tutti noi, papà tornava subito dopo e spesso in compagnia di qualche collega … e mamma sbraitava !!! Pomeriggio a riordinare, mentre papà si faceva la pennichella sulla poltrona. La sera dopo cena, in compagnia del “Costanzo show” tirava notte fonda con in mano il ferro da stiro che non finiva mai di scivolare sulle montagne di panni appena lavati. Questo è andato avanti, e lo ricordo bene, anche dopo che ho conosciuto Roberta, oggi mia moglie. Uscivo dopo cena che stirava, rientravo dopo mezzanotte che stirava ancora … povera mamma !!! A mamma vogliono bene anche i miei cognati e le mie cognate che tratta come fossero figli suoi. Io conosco il segreto: mamma ha sempre saputo farsi i fatti suoi. Il suo motto: se hai bisogno mi chiami, altrimenti so che stai bene !!! Non posso non spendere due parole sulla Sig.ra Ida, la signora del piano di sotto, una seconda mamma, un riferimento per tutti noi. Dopo pranzo sentivamo sbattere il manico della scopa sotto i nostri piedi. Era lei che ci ricordava che il caffè era pronto. Mamma scendeva e io mi aggregavo. Si passava una bella mezzoretta a chiacchierare del più e del meno. Capitava che a volte scendessi da solo. La cara Ida non perdeva occasione per lodare mamma e giustificava papà per quando sbraitava. Mi spiegava quanto fosse difficile e faticoso portare avanti una cosi numerosa famiglia, che dietro quelle urla c’era una persona buona che dedicava tutto il suo tempo alla propria moglie e ai tanti figli. Sta di fatto che quando urlava, lo sentivano tutti … specialmente la Sig.ra Russo … Ora siamo tutti grandi, mamma è molto più tranquilla e come si merita, è sempre circondata dai suoi tanti nipoti che le vogliono un sacco di bene.
BELLISSIMO il tuo racconto biografico !
"Mi piace""Mi piace"
Scrittura fluente… semplicità commovente
"Mi piace""Mi piace"